Marzo 2018

 

"THE POST":

UNA LEZIONE DI GRANDE VALORE SULLA LEADERSHIP FEMMINILE

 

Hai visto The Post al cinema?

 

Io si e come tutte le volte in cui mi trovo di fronte ad un film magnifico come questo, esco piena di emozioni e di energia. Qualcosa resta dentro, come se l'avessi vissuta direttamente.

 

Sono tante le cose che questo film ci insegna: come si cresce, come si acquista coraggio, come si affronta la sfiducia dei nostri interlocutori, come si impara a decidere in una situazione complessa, delicata, rischiosa e come si costruisce fiducia attorno a sé.

 

Insomma come si diventa Leader.

 

Ce lo insegna una grande attrice, Meryl Streep, nei panni di una donna appena diventata, a causa della morte del marito, la numero uno dell'azienda di famiglia proprietaria del Washington Post.

 

La sfida ed in un certo senso l’handicap per l’epoca (anni ’70) è nel subentrare - in quanto donna - in una posizione di enorme responsabilità, dopo aver lavorato per anni all'ombra del marito.

 

In questo suo nuovo ruolo, la protagonista si muove al principio in maniera incerta,  accolta con evidente scetticismo da parte di quegli uomini che dovrebbero fungere da suoi consiglieri e che a mala pena le danno retta, nonostante sia l'unica ad essersi scrupolosamente preparata, l’unica a conoscere fino in fondo i meccanismi del business editoriale.

 

Più avanti, nel corso del film, la vediamo alle prese con la scelta più difficile: pubblicare o meno un esplosivo dossier Top Secret giunto in redazione per vie traverse.

 

Fatti e verità legati al coinvolgimento del governo Usa nella  guerra in Vietnam, una delle più impopolari e drammatiche della storia americana e che, se resi pubblici, mineranno la credibilità e la reputazione dei governi, rischiando al contempo di suscitare un'azione legale e potenzialmente dannosa per il giornale di cui è proprietaria.

 

Una difficile presa di decisione, che porta la protagonista a guardarsi intorno, ma anche a riflettere e ad entrare in contatto con se stessa, con i suoi pensieri e sentimenti, a mettere a confronto i rischi e gli interessi in gioco con i valori che il suo ruolo incarna e, infine,  a restare fedele alla sua Mission: produrre e servire informazioni alla gente, ai lettori, ai cittadini.

 

Un insegnamento di grande valore e molto attuale sul ruolo della donna e sulla sua capacità di divenire Leader, a partire dalla propria autenticità umana e dalla consapevolezza dei propri limiti, con pazienza, umiltà e perseveranza.

 

Quella forte e delicata perseveranza che ha a che fare con la capacità femminile di affrontare il faticoso periodo della gestazione e a partorire una nuova vita …

 

Elisa Marangio

Professional Coach

Presidente Associazione Coaching To Fly

 

 

Febbraio 2018

 

CAMBIAMENTI DI ROTTA

 

 

Una nave da guerra era rimasta in mare per diversi giorni per effettuare manovre ed attività di formazione con il brutto tempo. Il capitano, preoccupato per le condizioni meteorologiche in peggioramento, stava sul ponte per osservare le attività in corso ma anche per monitorare l’evoluzione della nebbia. Appena dopo l’imbrunire, l’uomo di vedetta sul ponte annunciò gridando: “Capitano, una luce a tribordo!”.

 

Il capitano chiese subito se fosse ferma o in allontanamento e la vedetta confermò che la luce era ferma. Brutto segno: significava che la nave era in rotta di collisione con un’altra imbarcazione.

 

Allora il capitano convocò d’urgenza il segnalatore e gli ordinò di segnalare alla nave che era in rotta di collisione e di correggere immediatamente la rotta, di almeno 20 gradi a nord. La risposta arrivò in un baleno e fu: “Cambiate voi la rotta di 20 gradi a sud!”.

 

Irritato dalla risposta diretta ed arrogante, il capitano dettò al segnalatore il seguente messaggio: Sono il capitano, cambiate rotta di 20 gradi a nord”. Anche questa volta la risposta arrivò subito, ma non era quella che il capitano si aspettava: “Sono un marinaio di seconda classe, vi consiglio di cambiare la vostra rotta di 20 gradi a sud”.

 

A quel punto il capitano, in preda alla rabbia, gridò “Invia il seguente ed ultimo messaggio: sono una nave da guerra e vi ordino di cambiare rotta di 20 gradi a nord”.

Dopo pochi secondi la risposta: “Ed io sono un faro.

 

Il capitano si calmò e cambiò rotta.

 

Forse conoscevi già questa storiella o forse no ... in ogni caso, ti invito a porti le seguenti domande:

 

–         In quali occasioni ti sei comportato come il capitano?

–        Qual è la nebbia che ti preoccupa? Cosa rappresenta?

–        In cosa sembri una nave da guerra?

–        Chi o cosa si sta comportando come il faro?

–        Cosa non può essere spostato?

–        E se il faro potesse essere spostato?

 

E soprattutto:

 

–        PER CAMBIARE VITA, QUALE ROTTA DEVI MODIFICARE?

 

 

                                                                                                      A presto, Elisa

                                                                                      Professional coach

Presidente Associazione Coaching To Fly

 

 

 

 

  

 GENNAIO  2018

 

I SEGRETI DELL'AUTOSTIMA

 

 

L’inizio dell’anno è il momento migliore per introdurre nuove abitudini più funzionali nella nostra vita!

 

Tutto parte da noi, proprio Tutto! 

 

Per questo, non esiste miglior PROPOSITO PER IL 2018 dell’accrescimento della propria AUTOSTIMA!

 

L'AUTOSTIMA è il carburante di cui abbiamo bisogno per metterci in cammino e divenire ciò che siamo.

ECCO ALCUNI CONSIGLI PRATICI PER AMARCI DI PIU':

 

Parliamo a noi stessi nel modo giusto
Dobbiamo ripeterci: io posso e limitare i pensieri negativi. Dobbiamo ricordare di dirci “brava” o “bravo” quando conquistiamo una meta importante. Questo è fondamentale!

 

Prendiamoci cura della nostra routine
Se siamo stanchi, prendiamoci il tempo necessario per carburare. Se ci percepiamo esausti, costretti, insoddisfatti, dobbiamo imparare ad ascoltarci attivamente per tornare a stare bene.

 

Smettiamo di paragonarci agli altri
Ognuno ha il suo percorso. Non dobbiamo commettere l’errore di lasciarci scoraggiare dai successi altrui. Non possiamo permetterci di essere demoralizzati dai progressi degli altri anche quando facciamo fatica a portarci avanti verso i nostri.

 

Lasciamo andare il passato
Voltiamo pagina e chiudiamo con la malinconia e la nostalgia. Se non siamo dove vorremmo essere, è necessario pensare che ci arriveremo. Basta guardarsi alle spalle! Teniamo lo sguardo fisso sul presente e sul futuro, imparando a perdonare e mollare il colpo.

 

Ricerchiamo l’ispirazione
La troveremo nei libri, nei film, durante una passeggiata che, apparentemente, non aveva destinazione, guardando in alto, verso il cielo.... L’ispirazione è imprevedibile, e arriva sempre. È sufficiente uscire dal proprio guscio.

 

Buon 2018 e Buona Autostima a tutti!

 

Elisa Marangio 

Professional Coach

Presidente Associazione Coaching To Fly

 

 

 

  

Novembre 2017

 

CAPACITA' ED AUTOREALIZZAZIONE

 

Un giorno un contadino, riposandosi sotto un’ombra al termine di una giornata sfiancante, si accorse di un bozzolo di una farfalla. Il bozzolo era completamente chiuso ad eccezione di un piccolo buchino sulla parte anteriore. Incuriosito, il contadino osservò attraverso il piccolo buchino, riuscendo ad intravedere la piccola farfalla che si dimenava con tutte le sue forze.

Il contadino osservò a lungo gli sforzi eroici della bestiolina, ma per quanto la farfalla si sforzasse per uscire dal bozzolo, i progressi apparivano minimi. Così, il contadino, impietosito dall’impegno della piccola farfalla, tirò fuori un coltellino da lavoro e delicatamente allargò il buco del bozzolo, finché la farfalla poté uscirne senza alcuno sforzo.

A questo punto accadde qualcosa di strano. La piccola farfalla, aiutata ad uscire dal bozzolo, non aveva sviluppato ‘muscoli’ abbastanza forti per potersi librare in aria. Nonostante i ripetuti tentativi, la fragile farfalla rimase a terra e riuscì a trascinarsi solo a pochi centimetri dal bozzolo, incapace di fare ciò per cui la natura l’aveva fatta nascere. Il contadino si accorse del grave errore fatto ed imparò una lezione che non dimenticò per il resto della sua vita: attraverso le difficoltà la natura ci rende più forti e degni di realizzare i nostri sogni.”

 

Quello dell’autorealizzazione è un concetto sviluppato da Abraham Maslow, esponente della psicologia umanistica, che la definiva come l'esigenza di ogni individuo di "diventare ciò che si è capaci di diventare" e di "attuare le proprie potenzialità".

 

Tutti noi abbiamo “in nuce” delle potenzialità e dei talenti che, fondendosi con le conoscenze, con l’esperienza e con le abilità apprese, rendono l’individuo pronto alla completa espressività.

 

Può capitare, tuttavia, di provare il desiderio di restare nella propria zona di comfort, ossia quella condizione nella quale una persona agisce in uno stato per così dire neutro, senza stress (secondo la definizione di Hans Selye, intesa come “una spinta a reagire esercitata sull’organismo da diversi stimoli sia esterni che interni all’individuo”), ponendo in atto un numero limitato di comportamenti che garantiscono un livello costante di prestazioni, di solito senza rischio.

 

Le situazioni conosciute offrono un senso di sicurezza, laddove invece, il ‘nuovo’ offre una minore possibilità di essere controllato e padroneggiato, facendoci incorrere nella paura di “correre un rischio”.

 

Ma perché abbiamo così tanta paura di rischiare?

 

“Io non ho fallito duemila volte nel fare una lampadina; semplicemente ho trovato millenovecento-novantanove modi su come non va fatta una lampadina”: così affermò Thomas Edison, a significare che qualsiasi esperienza è utile nella vita se non la si considera un mero fallimento.

 

Anzi, i fallimenti sono necessari: ciò che è importante è focalizzare la propria attenzione sui progressi quotidiani che caratterizzano il percorso, anziché solo ed esclusivamente sui risultati.

 

In questo modo avremo la possibilità di allenare e sviluppare nel tempo i nostri ‘muscoli’, col risultato che usciremo dal nostro bozzolo trasformati in farfalla.

 

D'altronde, se ripensiamo agli obiettivi più importanti che abbiamo realizzato nella vita, ci renderemo conto che ciò che ha contato non è stato l’obiettivo in sé, ma il percorso che abbiamo fatto per raggiungerlo.

 

 

Nel corso delle prossime uscite, proveremo a darvi nuovi input, attraverso una serie di domande e di riflessioni utili a ricercare le proprie potenzialità in ambito personale e professionale …… STAY TUNED!

 

Elisa Marangio 

Professional Coach

Presidente Associazione Coaching To Fly

 

 

 

Ottobre 2017

 

L'ARTE DEL CAMBIAMENTO

 

Abbiamo tutti un po' paura del cambiamento e di quello che può rappresentare, eppure esso è l'ordine naturale dell'Universo. 

Se c'è infatti una costante nella vita, questa è proprio il cambiamento. Vivere significa cambiare. Giorno dopo giorno, noi cambiamo.

 

Il punto è:

  • In quale direzione stiamo cambiando?
  • Ci stiamo muovendo per mantenere ciò che abbiamo o per migliorarci?
  • Stiamo andando a fondo o restiamo a galla?

Qualunque sia la vostra età in questo momento, siete ancora in un processo di espansione; state ancora imparando qual è il vostro potenziale, quanto potete amare, cosa potete realizzare. 

Non c'è stagione migliore del presente per guardare dentro di voi e realizzare i cambiamenti necessari per vivere la vita che desiderate. Lasciate che in questo momento i vostri sogni e le vostre visioni per il futuro, fungano da catalizzatore per il cambiamento.

 

Come si può attuare un cambiamento? Qual è la prima cosa da fare?

 

La consapevolezza è la base di ogni cambiamento. La consapevolezza è la capacità della mente umana di osservare e riflettere. Grazie alla consapevolezza è possibile comprendere cosa va bene e cosa è necessario cambiare.

 

Ma se la consapevolezza è il punto di partenza di ogni processo di cambiamento,  la chiave di ogni cambiamento è "lasciar andare". Lasciare andare quello che era per fare spazio a quello che sarà...è necessario diventare come una tela bianca dove re-immaginare la propria vita.

 

Pensate alla vostra vita, analizzate ogni suo ambito (lavoro, soldi, relazioni, tempo libero ecc..) e rispondete alle seguenti domande:

  • Sono pienamente soddisfatto o c'è qualche ambito che non mi soddisfa?
  • Che cosa è necessario cambiare per migliorare tale ambito?
  • Che cosa sono disposto a lasciar andare per attuare i cambiamenti necessari?

Dopo aver risposto alle seguenti domande, trasformate tutto in un'intenzione positiva; dovrete scrivere qualcosa del tipo:

 

"Desidero realizzare (scrivete il vostro obiettivo) e a tal fine sono disposto/a

a cambiare e/o lasciar andare (scrivete il cambiamento che intendete mettere in atto."

 

Cercate ogni giorno di fare un piccolo passo lungo il sentiero del cambiamento, ma non siate troppo severi con voi stessi, se avrete delle esitazioni.

 

A tutti coloro che sentono risuonare particolarmente il tema del cambiamento, segnalo inoltre il mini corso gratuito di presentazione del Metodo TUAV® di cui sono Facilitatrice, che si terrà a Taranto presso la sede della nostra Associazione Coaching To Fly, l'11 novembre dalle 17:00 alle 18:30.

Durante l'incontro parleremo di cambiamento e sperimenteremo la potenza della consapevolezza.

 

   Maria Benedetto

Business & Life Coach

Facilitatrice Metodo TUAV®

 

 

 

 

 Settembre 2017

 

RIENTRO DALLE VACANZE ESTIVE E  NUOVI OBIETTIVI:

alcuni utili consigli su come formularli

 

 

Spesso il ritorno dalle vacanze estive diventa l’occasione per porsi dei nuovi obiettivi. In questo post ti spiegherò come formularli al meglio affinché non restino solo desideri.

 

La prima domanda che ti invito a farti è:

"Perché ho deciso di avere proprio questi determinati obiettivi?".

Prova a chiederti ancora:

“I motivi che mi spingono ad avere questo obiettivo hanno a che fare con potenzialità che sento di poter liberare e con i miei valori e desideri?”

Quanto il fatto di avere questo obiettivo dipende dalle convinzioni che circolano nel contesto che mi circonda (famiglia, amici, realtà socio-culturale)?”

 

Se gli obiettivi che hai scelto, dunque, sono davvero autentici, cioè allineati ai tuoi valori, desideri e potenzialità, come fare in modo che  siano raggiungibili?

 

Va detto che ogni obiettivo è caratterizzato dal fatto che il suo raggiungimento dipende da se stessi e dalle variabili non controllabili del contesto.

 

Qual è il mio consiglio? Mantieni chiara la mèta finale presente nel tuo obiettivo, ma concentra i tuoi sforzi solo su ciò che puoi fare con le tue azioni, sul processo creativo che le precede e le alimenta.

 

Prendi carta e penna e metti i tuoi obiettivi nero su bianco; questo ti aiuterà a concentrarsi e a stimolare il processo creativo.

 

Inquadrato l'obiettivo, assicurati che sia formulato in positivo, cioè in maniera costruttiva: “voglio migliorare il rapporto con il mio collega” funziona meglio di “voglio smettere di litigare con il mio collega”.

 

Prenditi tutto il tempo di cui hai bisogno per capire cosa è (o può diventare) sotto il tuo controllo e cosa no.

 

Chiediti se le tue potenzialità possono esserti utili per il raggiungimento dell’obiettivo, e in quale specifico modo.

 

Poniti queste ulteriori domande “da coach”:

"E' abbastanza stimolante per me?

"E' realistico?"

"Quanto tempo mi do o di quanto tempo ho bisogno per raggiungerlo?"

"Posso raggiungerlo in maniera graduale, senza pretendere uno sforzo estremo, che finirebbe per scoraggiarmi?"

"E' un obiettivo che non entra in conflitto con altri miei obiettivi dichiarati o impliciti?"

 

Se la risposta alle domande sopra è SI, continua a domandarti:

 

"Con quale tabella di marcia posso monitorarlo?"

"Ogni quanto?"

"Su quali alleati e risorse posso contare da subito o in prospettiva?"

"Quali ostacoli o imprevisti potrei dover affrontare?  E come li affronterò?"

 

Ora che hai riflettuto e risposto a tutte queste domande, passa all’azione!

Monitora i progressi e le difficoltà; correggi la tabella di marcia se necessario; prendi gli errori come fonte d’insegnamento per correggerti, e quando fai passi in avanti, esulta e celebra.

 

Il cervello vuole sentirsi dire "BRAVO!"

Dare la giusta importanza a ciò che facciamo di buono è il "cibo" più utile alla mente!!!

 

Elisa Marangio

Professional Coach

Presidente Associazione Coaching To Fly