APRILE 2018

TALENTO: DAVVERO E' SOLO QUESTIONE DI GENETICA?

 

Il Talento è una dote molto particolare: si sviluppa sempre attraverso un “allenamento” in un dato contesto e in determinate circostanze.

 

Molti sostengono che il Talento dipende dalla genetica; su questo argomento sono stati condotti diversi studi.

Da essi emerge che, la predisposizione genetica certamente esiste, ma non nella forma immutabile alla quale siamo abituati a pensarla!

 

Charles A. Murray ha condotto uno studio straordinario intorno alle opere di eccellenza del genere umano - da 8 mila anni a.c. al 1950 d.c. – ed ha redatto una classifica dei talentuosi che abbraccia i più disparati ambiti (dall’arte alle scienze).

La cosa che a prima vista stupisce di questa classifica è che i talentuosi sono tutti maschi almeno fino al 1950, anno in cui lo studio si ferma.

Se il Talento derivasse esclusivamente dalla genetica e dal cromosoma Y, allora non si spiegherebbero tutte le donne talentuose arrivate nell’ultimo secolo!!!

 

Nella realtà, non è stata trovata alcuna base genetica esclusiva; nemmeno negli atleti keniani, i quali vincono tutte le maratone del mondo degli ultimi decenni.

 

Questo dimostra che, il Talento ha contestualmente una base ambientale e soggettiva: dipende dal contesto e dalle motivazioni del soggetto che si sottopone ad un “allenamento”: non basta volerlo, non bastano l’impegno e la dedizione, ma servono le circostanze per poterlo fare e le condizioni per poterlo esprimere.  

 

Il Talento è quindi un insieme di capacità naturali, esperienza, conoscenze e competenze non prescindibili dal contesto: la motivazione intrinseca, i valori individuali, e gli obiettivi autodeterminati sono fattori che aiutano nello sviluppo del Talento, a volte anche a dispetto del contesto, ma mai prescindendo da esso.

 

Tutti abbiamo un Talento, ma non tutti siamo in grado di riconoscerlo!

 

Sapevate ad esempio che il padre di W. A. Mozart era un genio della pedagogia musicale e che ha messo il figlio davanti al piano a due anni? Fu il padre a riconoscere il talento musicale del figlio, che piccolissimo fu messo a studiare lo strumento e la composizione. In tal modo il bambino ebbe la straordinaria fortuna di aver assimilato, prima ancora dei codici linguistici del parlato e dello scritto, quelli musicali.

 

E sapevate che negli anni ’80 le donne musiciste imposero ai  direttori d’orchestra di svolgere selezioni cieche da dietro ad una tenda?

Le donne ottennero di essere scelte il 50% di volte in più! Questo grazie alle loro doti, ma anche grazie al fatto di poter essere scelte al di fuori di ogni pregiudizio e stereotipo.

 

In un momento di crisi profonda quale quello che viviamo, un cambio di paradigma radicale è l’unica opportunità: dovremmo avere tutti una stessa missione, ossia fare nostra quella che, nella letteratura manageriale di Harward, viene chiamata Strategia Scardinante e Orientata al Talento.

 

Ma quale Talento?

 

Un Talento fondato sull’idea di sviluppo della creatività e progettualità, che corrisponda alle vocazioni, motivazioni, attitudini, potenzialità della persona.

 

E’ questo il tipo di Talento che ci serve.

In un momento in cui c’è più rinuncia che rischio, si ha bisogno di persone appassionate ed integre. Dappertutto.

 

 

Riflettiamo … per noi stessi e per i nostri figli.

 

Elisa Marangio

Professional Coach

Presidente Associazione Coaching To Fly