Ottobre 2018

 

UNA BUSSOLA PER

LE TUE DECISIONI

 

  

Paulo Coelho:

 

“A ogni essere umano è stata donata una grande virtù: la capacità di scegliere. Chi non la utilizza, la trasforma in una maledizione – e altri sceglieranno per lui.”

 

Prendere decisioni, specie difficili o importanti, sia di natura personale che professionale, è complicato, ma non prenderle può trasformarsi in alcuni casi in un vero “incubo”.

 

In queste situazioni, la tecnica della Bussola, può essere un grande alleato. Si tratta di un modello decisionale estremamente pratico e concreto, che ti aiuta a capire DOVE vuoi andare e, soprattutto, PERCHE’ lo vuoi.

 

Nell'immagine in alto sono sintetizzati i cardini della “Tecnica della Bussola”.

Ogni volta che Ti trovi a prendere una decisione importante, devi fare in sequenza due cose:

 

  • Porti 5 semplici domande.
  • Scegliere tra una delle possibili 6 vie d’azione alternative.

 

Vediamo nel dettaglio quali sono queste domande  e quali le vie d’azione.

5 domande per prendere decisioni

Prendi carta e penna, scrivi e rispondi alle seguenti domande.

  1. Da dove vengo? Chi ero prima di arrivare a questo punto e cosa sono adesso; quali sono le mie origini, la mia formazione; quali sono stati gli eventi decisivi della vita che mi hanno portato dove mi trovo ora.
  2. Cosa conta davvero per me? Quali sono le 4 cose a cui non potrei mai rinunciare. Quali sono i punti cardine (“il mio Nord, il mio Sud, il mio Est e il mio Ovest”), senza i quali la mia esistenza non sarebbe più la stessa.
  3. Chi conta davvero per me? Quali persone sono in grado di influenzare le mie decisioni? A quali persone do ascolto? Di chi mi fido? Di chi ho timore?
  4. Cosa mi trattiene? Cos’è che mi spaventa della nuova direzione che dovrei intraprendere? Quali sono gli ostacoli, le persone e le situazioni che mi tengono bloccato?
  5. Cosa mi spinge? Cos’è che mi motiva ad andare in una specifica direzione, piuttosto che in un’altra? Perché sarebbe bello andare in quella determinata direzione?

 

//Se hai familiarità con le mappe concettuali, puoi anche costruirne una evidenziando le parole chiave che contraddistinguono le tue risposte//

6 vie d’azione da intraprendere

Grazie alle 5 domande hai messo a fuoco cosa conta davvero per te, cosa ti motiva e quali sono gli ostacoli e i problemi che ti trattengono; hai raccolto informazioni sufficienti per intraprendere una via d’azione ed agire di conseguenza.

Ecco le 6 vie d’azione suggerite dal modello decisionale della “bussola”:

  • La via che ti affascina. Quale decisione esercita il maggior fascino su di te? Se dovessi seguire la via che più ti affascina, Quale sarebbe questa via? Come sarebbe? Come ti farebbe sentire?
  • La via sognata. La via sognata non è sempre la più facile da intraprendere, dal momento che per raggiungere i propri sogni è spesso necessario essere pronti a fare grandi “sacrifici”. Per intraprendere questa via occorre avere motivazioni molto solide. Torna alla domanda n° 5 e chiediti cosa ti spinge e se il solo pensarlo ti fa “ardere come il fuoco”.
  • La via razionale. Cosa ti suggeriscono le persone di cui ti fidi? La sicurezza e la riduzione del rischio sono valori importanti per te? Se la risposta è sì, hai un importante indicatore di scelta. 
  • La via del ritorno. Tornare indietro non sempre è un fallimento, anzi in qualche caso è la cosa migliore che tu possa fare. Se non ci sono più sufficienti motivazioni a spingerti, valuta attentamente di imboccare tale via, di chiudere quanto precedentemente intrapreso e aprirti al “nuovo” che è in te.
  • La via nota. La via nota è quella che già conosci, che hai percorso altre volte. Ciò nonostante, è importante che tu ti soffermi e faccia attenzione alle sensazioni che ti suscita. In questo modo potrai capire se fa ancora parte di te, se apportare dei cambiamenti o se è arrivato il momento di cambiare del tutto direzione.
  • La via sconosciuta. Ci sono momenti nella vita in cui arriva il momento di intraprendere la via sconosciuta. Forse questo è uno di quei momenti e forse a frenarti è la paura che la tua condizione possa divenire «peggiore» rispetto a quella in cui sei attualmente. Come si fa a superare questa paura? Non è semplice, ma prova a farti queste domande:
  • Qual è la cosa peggiore che può accadermi se metto in atto questo cambiamento
  • Qual è la cosa migliore che può accadermi se non metto in atto questo cambiamento?
  • Dentro di me, che cosa mi farebbe sentire meglio?
  • Se non ora, quando? Come voglio passare il resto della mia vita?
  • Per affrontare questo cambiamento di cosa avrei bisogno? Di quali abilità? Di quali persone?

 

La tecnica della bussola indica di intraprendere una sola via. Tuttavia, è importante chiarire che non esiste una via migliore di un’altra in assoluto e che a volte alcune di queste vie possono sovrapporsi. Può essere, ad esempio, che tu sia affascinato da un cammino sconosciuto, ma prima tu voglia fare un passo indietro per continuare poi in avanti.

 

Spero con questo articolo di esserti stata di aiuto, di averti spronato a guardare alla realtà da un punto di vista diverso, più consapevole delle risorse che hai ha disposizione e di quelle che ti dovrai procurare per ottenere ciò che desideri.

 

È tutta questione di Bussola e di Coaching! ;-)

 

Elisa Marangio

Professional Coach

 

Presidente Associazione Coaching To Fly

 

 

 

 

GIUGNO 2018

ANCHE IL  CERVELLO VUOLE LA SUA VACANZA …

 

 

Tenere lontano lo stress, le preoccupazioni della vita e tutte quelle piccole o grandi ansie con cui si ha a che fare durante l’anno, trovare tempo da dedicare a se stessi, mettere il “cervello a bagno” è  ciò cui molti di noi anelano durante le proprie vacanze estive.

 

Ma cosa succede al nostro cervello quando viene messo “a bagno” e quindi non sta facendo nulla di particolare?

 

Come prima cosa va detto che il cervello rappresenta soltanto il 2% del peso corporeo ma consuma il 20% della totalità dell’energia che l’intero corpo brucia.

 

Alla luce di questo dato, probabilmente starai pensando che il cervello  a riposo, consuma molto meno. E invece no!

 

Il cervello a riposo consuma soltanto il 5% in meno rispetto a quello che accade durante un lavoro di alta concentrazione.

 

Ma perché il nostro cervello, nonostante sia a riposo, consuma così tanto?

 

Attraverso esperimenti basati su Test e Imaging cerebrale su alcuni volontari, gli scienziati hanno dimostrato che il cervello non ha la modalità ON-OFF e che l'attività cerebrale rimane molto intensa anche quando il cervello si trova in uno stato di non 'apparente' attivazione.

 

Esiste, viceversa, una rete di neuroni che è al massimo della sua operatività proprio quando il cervello è a riposo (DMN -Default Mode Network).

 

La bellezza di questa scoperta consiste nel fatto che il pensiero di Default non opera razionalmente, seguendo un percorso lineare, rigido, prefissato ma lavora per associazioni non convenzionali: in altre parole, in questo stato il cervello è predisposto ad aprirsi alla dimensione creativa, il ché costituisce la giusta premessa per ripartire con rinnovata energia.

 

Perché allora non utilizzare questa opportunità al meglio ora che le agognate vacanze si avvicinano?

 

Iniziamo ad entrare lentamente in modalità vacanza, già qualche giorno prima della partenza.

 

Allentiamo i ritmi, diamoci il permesso di fare cose che normalmente non facciamo o di fantasticare su quello che faremo durante il viaggio, sui posti che visiteremo, sulle persone che incontreremo etc..

 

Queste attività sono legate allo stato DMN e ci aiuteranno a goderci meglio la vacanza.

 

Una volta in vacanza, la routine verrà spezzata, saremo lontani dalla solita vita e dalla solita routine …

 

Questo è il momento migliore per guardare le cose da una prospettiva nuova e diversa.

 

In questa fase ognuno di noi si chieda:

 

Da questa nuova prospettiva è cambiato qualcosa che potrebbe essermi utile per … ?

Quali sono i risultati più importanti che ho raggiunto?

Quali talenti ho scoperto di avere e quali competenze ho utilizzato?

Come potrei migliorare?

Rispetto al raggiungimento dei miei obiettivi, cosa mi servirebbe che ancora non ho?

C’è qualcosa che non mi è utile e che potrei buttare via al mio rientro?

Quali elementi concorrono a crearmi stress e su quali potrei intervenire?

Cosa potrei portare a casa dalle vacanze che possa riutilizzare per migliorare qualcosa della mia vita quotidiana?

 

Rispondere a queste domande ci consentirà di ideare prospettive nuove e migliori per il nostro futuro, che da semplici idee potrebbero trasformarsi poi in vere e proprie azioni strategiche concrete.

 

Quando la vacanza starà per finire, prepariamo il nostro cervello al rientro, ad es. riavvicinando la sveglia del mattino all’ora consueta, riservandoci una o due ore ad attività in cui occorre concentrazione (per esempio, verifichiamo gli appuntamenti in agenda, pianifichiamo le azioni da compiere una volta in ufficio etc …).

 

Come spesso accade, al rientro, sarà facile che le buone intenzioni e i sogni si sgretolino tra le nostre mani.

 

Torneranno ad esserci delle interferenze tra la costruzione della realtà alternativa che abbiamo sognato e la realtà concreta.

 

Cosa fare per evitare che questo accada?

 

E’ importante accettare il ritorno alla normalità e farne occasione di un cambiamento consapevole, da vivere e costruire nel qui ed ora.

 

Anche trovare una modalità che in caso di necessità, ci possa riportare alla chiarezza e all’entusiasmo che avevamo in vacanza, può rivelarsi fonte di grande aiuto (a questo riguardo possiamo utilizzare la tecnica dell’ancoraggio della PNL).

 

In fondo le persone felici e realizzate non sono altro che quelle con le idee chiare e la costanza di fare un piccolo passo ogni giorno verso il traguardo.

 

E ricordiamoci sempre che in fondo una destinazione non è mai un luogo, ma un nuovo modo di vedere le cose."  (Henry Miller)

 

Buone vacanze!!!

 

Elisa Marangio

Professional Coach

 

Presidente Associazione Coaching To Fly