Settembre 2018

 

LA RESPONSABILITA' DEL CAMBIAMENTO CHE CERCHIAMO 

 

 

“Abbiamo sempre due scelte nella vita: accettarla così com’è o accettare la responsabilità del cambiamento.”

 

Denis Waitley

 

Come promesso, eccoci di nuovo qui dopo la pausa estiva....

Oggi affrontiamo il tema della responsabilità del cambiamento.

Secondo le leggi della fisica l’unica costante dell’esistenza è il cambiamento. Quando ad essere coinvolto da tale cambiamento è l’essere umano, subentra  il più delle volte un momento di smarrimento, di crisi, di caos del tutto fisiologico, sebbene talvolta spaventoso: stiamo riorganizzando, destrutturando noi stessi, i nostri valori, i nostri obiettivi, le nostre convinzioni.

 

E’ questo il momento migliore per prendere consapevolezza delle scelte e delle azioni fin qui effettuate e per assumersi la responsabilità delle scelte future.

 

Si parla di responsabilità del cambiamento: da respons-abilia, capacità di dare risposte a situazioni, pensieri e stati d’animo che ci troviamo a vivere ogni giorno.

 

Essere responsabili vuol dire compiere ogni giorno una serie di piccole scelte, talvolta anche veri e propri atti di coraggio, con consapevolezza e amore verso se stessi: il qui, ora e dentro di noi, fino a stringere sempre più il cerchio e arrivare al centro, anziché andare alla ricerca di alibi che ci porterebbero inevitabilmente fuori strada, verso l’altrove.

 

Qui, ora e dentro di noi rappresenta la sede del nostro potere personale, il nostro centro,  da utilizzare al meglio per vivere in linea con i propri bisogni e desideri.

 

Non lasciamoci travolgere da ciò che avviene, proviamo piuttosto ad assumere un ruolo attivo: diamo significato e agiamo per realizzare innanzitutto dentro di noi il cambiamento di cui abbiamo bisogno.

Cambiare per evolvere è iniziare a vivere finalmente la vita che meritiamo.

Elisa Marangio

Professional Coach

 

Presidente Associazione Coaching To Fly

 

 

 

 

GIUGNO 2018

ANCHE IL  CERVELLO VUOLE LA SUA VACANZA …

 

 

Tenere lontano lo stress, le preoccupazioni della vita e tutte quelle piccole o grandi ansie con cui si ha a che fare durante l’anno, trovare tempo da dedicare a se stessi, mettere il “cervello a bagno” è  ciò cui molti di noi anelano durante le proprie vacanze estive.

 

Ma cosa succede al nostro cervello quando viene messo “a bagno” e quindi non sta facendo nulla di particolare?

 

Come prima cosa va detto che il cervello rappresenta soltanto il 2% del peso corporeo ma consuma il 20% della totalità dell’energia che l’intero corpo brucia.

 

Alla luce di questo dato, probabilmente starai pensando che il cervello  a riposo, consuma molto meno. E invece no!

 

Il cervello a riposo consuma soltanto il 5% in meno rispetto a quello che accade durante un lavoro di alta concentrazione.

 

Ma perché il nostro cervello, nonostante sia a riposo, consuma così tanto?

 

Attraverso esperimenti basati su Test e Imaging cerebrale su alcuni volontari, gli scienziati hanno dimostrato che il cervello non ha la modalità ON-OFF e che l'attività cerebrale rimane molto intensa anche quando il cervello si trova in uno stato di non 'apparente' attivazione.

 

Esiste, viceversa, una rete di neuroni che è al massimo della sua operatività proprio quando il cervello è a riposo (DMN -Default Mode Network).

 

La bellezza di questa scoperta consiste nel fatto che il pensiero di Default non opera razionalmente, seguendo un percorso lineare, rigido, prefissato ma lavora per associazioni non convenzionali: in altre parole, in questo stato il cervello è predisposto ad aprirsi alla dimensione creativa, il ché costituisce la giusta premessa per ripartire con rinnovata energia.

 

Perché allora non utilizzare questa opportunità al meglio ora che le agognate vacanze si avvicinano?

 

Iniziamo ad entrare lentamente in modalità vacanza, già qualche giorno prima della partenza.

 

Allentiamo i ritmi, diamoci il permesso di fare cose che normalmente non facciamo o di fantasticare su quello che faremo durante il viaggio, sui posti che visiteremo, sulle persone che incontreremo etc..

 

Queste attività sono legate allo stato DMN e ci aiuteranno a goderci meglio la vacanza.

 

Una volta in vacanza, la routine verrà spezzata, saremo lontani dalla solita vita e dalla solita routine …

 

Questo è il momento migliore per guardare le cose da una prospettiva nuova e diversa.

 

In questa fase ognuno di noi si chieda:

 

Da questa nuova prospettiva è cambiato qualcosa che potrebbe essermi utile per … ?

Quali sono i risultati più importanti che ho raggiunto?

Quali talenti ho scoperto di avere e quali competenze ho utilizzato?

Come potrei migliorare?

Rispetto al raggiungimento dei miei obiettivi, cosa mi servirebbe che ancora non ho?

C’è qualcosa che non mi è utile e che potrei buttare via al mio rientro?

Quali elementi concorrono a crearmi stress e su quali potrei intervenire?

Cosa potrei portare a casa dalle vacanze che possa riutilizzare per migliorare qualcosa della mia vita quotidiana?

 

Rispondere a queste domande ci consentirà di ideare prospettive nuove e migliori per il nostro futuro, che da semplici idee potrebbero trasformarsi poi in vere e proprie azioni strategiche concrete.

 

Quando la vacanza starà per finire, prepariamo il nostro cervello al rientro, ad es. riavvicinando la sveglia del mattino all’ora consueta, riservandoci una o due ore ad attività in cui occorre concentrazione (per esempio, verifichiamo gli appuntamenti in agenda, pianifichiamo le azioni da compiere una volta in ufficio etc …).

 

Come spesso accade, al rientro, sarà facile che le buone intenzioni e i sogni si sgretolino tra le nostre mani.

 

Torneranno ad esserci delle interferenze tra la costruzione della realtà alternativa che abbiamo sognato e la realtà concreta.

 

Cosa fare per evitare che questo accada?

 

E’ importante accettare il ritorno alla normalità e farne occasione di un cambiamento consapevole, da vivere e costruire nel qui ed ora.

 

Anche trovare una modalità che in caso di necessità, ci possa riportare alla chiarezza e all’entusiasmo che avevamo in vacanza, può rivelarsi fonte di grande aiuto (a questo riguardo possiamo utilizzare la tecnica dell’ancoraggio della PNL).

 

In fondo le persone felici e realizzate non sono altro che quelle con le idee chiare e la costanza di fare un piccolo passo ogni giorno verso il traguardo.

 

E ricordiamoci sempre che in fondo una destinazione non è mai un luogo, ma un nuovo modo di vedere le cose."  (Henry Miller)

 

Buone vacanze!!!

 

Elisa Marangio

Professional Coach

 

Presidente Associazione Coaching To Fly